Nasco da un babbo di origine Umbra e da una mamma di origine Veneta. Entrambi i miei genitori avevano la passione per lo studio. Mamma leggeva libri di teatro, babbo era un appassionato di politica. Ho sempre avuto una grande quantità di libri a mia disposizione: dalla letteratura di fantascienza russa ad enciclopedie di animali e fiori o di storia...non potevo che frequentare il liceo classico in un clima così! La cultura comunista di buon livello ha accompagnato la mia adolescenza: Marx, Gramsci, Berlinguer erano i miei riferimenti. "Voi figli della classe operaia dovete studiare, laurearvi ed inserirvi nei gangli del potere..." Avevo fatto profondamente mio quell'invito. Così, la mia tesi di laurea alla facoltà di Psicologia di Roma fu "1968-1978: quale incontro possibile fra psicologi e operai?" Presi il massimo dei voti.
Le prime esperienze da laurata furono nella Psicologia di comunità: mi riconoscevo completamente in Franco Basaglia, seguivo persone fuoriuscite dai manicomi nella fase di reinserimento nella società. Poi partecipai nell'84 all'occupazione in Trastevere della "casa del rifugio" da parte di un gruppo di tossicodipendenti e delle loro madri, dando vita con alcune colleghe alla cooperativa di prevenzione assistenza e riabilitazione degli stati di alcoolismo e tossicodipendenza in convenzione con la Regione, chiamata Comes. Ne fui il vicepresidente per quattro anni.
Iniziavo anche la mia attività privata tenendo corsi di Training autogeno, preparazione al parto, e sedute individuali. L'educazione alla critica al sistema, la tutela dell'individuo, la difesa della soggettività come strumento di liberazione, mi avevano avvicinata a posizioni non convenzionali rispetto alla cura intesa come risoluzione del disagio psicofisico e realizzazione delle risorse individuali. Non sapevo ancora quanto sarebbe stato importante.
L'incontro con Leonardo Spina nell'86 apriva un nuovo capitolo di vita. Leonardo aveva un percorso di vita molto simile al mio. Gli stessi valori, la stessa forza, l'essere controcorrente.
Così, quando ci trovammo nell'87 ad affrontare una malattia grave, di quelle dove ti dicono che è indispensabile l'intervento chirurgico e un certo numero di sedute di "radioterapia", dicemmo di no. Con estrema decisione.
Costruimmo un alternativa : una cura omeopatica, il programma di Pantellini, una dieta rigorosamente biologica, soprattutto capimmo perchè il corpo stava dando quel messaggio. Ridevamo spesso, era il modo con cui ci davamo forza, superavamo la paura, difendevamo il nostro diritto ad essere liberi di scegliere.
Quando dopo un anno il problema fu superato, ci sembrò che l'atteggiamento che avevamo avuto fosse stata la risorsa più importante che avevamo messo in atto per la guarigione. Cercammo di capire, ricercammo per un anno nelle biblioteche universitarie, scoprendo che altri prima di noi avevano usato il ridere come strumento di cura...decidemmo di tradurre il nostro messaggio nel mondo! Nasceva il laboratorio "Comicita e salute: il riso come tecnica di sopravvivenza. Laboratorio di ricerca vitale". Era il 1989.
Cominciammo a fare il laboratorio nelle scuole, con i ragazzi e con gli insegnanti. Entravamo nel centro paraplegici di Roma, ad Ostia, dove per un anno intervenimmo con i ricoverati. Nel '90 facemmo un bilancio delle nostre esperienze, decidendo di sostituire alla congiunzione "e" del titolo del laboratorio il verbo essere...lo avevamo sperimentato, la comicità "è" davvero salute!
Dimenticavo: durante uno dei primi laboratori fatti all'Istituto Tecnico Toscanelli, fummo costretti a fare un assenza...era nato il nostro Francesco!
E a proposito di nascite, nel 1995 fondavamo a Roma l'associazione Ridere per Vivere...il virus aveva contagiato ormai parecchia gente! Ma eravamo solo agli inizi!
Nel '97 concludevo la specializzazione in ipnosi clinica ad indirizzo ericksoniano.
E cominciavamo io e Leonardo un ulteriore percorso di approfondimento indagando il livello spirituale dell'emozioni positive.
Nel 2004 decidevamo di esprimerci ancora di più! Decidevamo di dar vita ad uno spazio dove gli esseri umani vivessero in completa sintonia con la natura, dove il cibo fosse sano, le relazioni fra le persone fossero d'amore, dove ci si potesse curare secondo un approccio olistico, dove si potesse offrire tutto quello che le antiche culture e le frontiere delle Nuove Scienze ci hanno messo a disposizione, attraverso laboratori di formazione e percorsi didattici...
Sul Monte Peglia ad Orvieto in Umbria, incontravamo un area di 26 ettari, con bosco, sorgente casale ed annessi...eccolo lo spazio che cercavamo! La Terra del Sorriso!
Qualora voleste contattarmi tramite mail scrivete qua: fioravanti33_yahoo.it