Un progetto d'amore, complesso
Cosa sia questa Terra del Sorriso non è così semplice da spiegare, in compenso molti di voi ne hanno sentito parlare.
L'abbiamo definita Comunità Ospitale, il suo marchio è un asino sorridente. A gestirla, per ora, è una società a responsabilità limitata.
Dietro la TdS (come dora in vanti la chiameremo) c'è il pensiero e l'azione ventennale di Ridere per Vivere, una delle più importanti compagini che lavorano nel campo della gelotologia (clown terapia).
Se dovessimo essere proprio precisi sulla natura della Tds, la definiremmo: Un vero che si assogna...proprio il contrario di un sogno che si avvera... Infatti, nella nostra buona follia, pensiamo che la la TdS sia già pronta da qualche parte (il vero) e noi non dobbiamo far altro che, sognandola vera, raggiungerla (assognarla)...
Il Marchio
Opera di Ester Guadagni, grafica internazionale, il marchio della Terra del Sorriso raffigura un asinello sorridente. Non è stata casuale la scelta di questo animale.
Esso evoca l'umiltà ed assieme la simpatia.
Capro espiatorio per eccellenza ( l'asino fatica, prende botte, il suo stesso nome è insulto) nell'epopea evangelica è spesso accanto a Gesù (alla sua nascita, nella fuga in Egitto ed infine, come parodia di cavallo, nell'ingresso trionfale a Gerusalemme). Molti commentatori lo considerano un alter ego simbolico del Cristo, al punto che è stato trovato, in una catacomba, un graffito raffigurante un crocifisso con la testa d'asino.
Nel medioevo la Festa dell'asino, con relativa processione, era un momento di gioiosa liberazione del popolo, una sorta di breve carnevale.
L'asino, inoltre, è considerato il clown degli animali, per la sua voce sgraziata, le sue orecchie abnormi ( il cappello da giullare ne è una simbolizzazione), il suo viso spesso truccato di bianco sulla bocca e sugli occhi, la sua fama (immeritata) di scemo...
Realisti, idealisti, radicali o fuori di testa ?
La moderna società, basata sulla paura, sul mercato globale, sulla competizione, la guerra, sull'umiliazione delle popolazioni, sul saccheggio distruttivo delle risorse naturali non ha molto futuro.
La crisi economica che viviamo non finirà tanto presto e gli esperti indipendenti sanno che sarà ancora più devastante di oggi.
Alcune persone, forse solo più sensibili, hanno compreso che è giunto il tempo di scegliere dove collocarsi e dove esprimersi affinchè sia possibile prepararsi ai cambiamenti: innanzitutto sul piano delle idee e su quello dei valori per immaginare, e poi coerentemente praticare, una realtà radicalmente diversa, basata su fondamenta solide e non ideologiche: solidarietà, cooperazione, sviluppo sostenibile, decrescita felice, sviluppo spirituale, difesa della biodiversità, relazioni umane soddisfacenti, tese ad una vita felice e libera .
Queste persone che ruotano attorno alla TdS non vogliono costruire un'isola felice.
Vogliono essere un progetto pilota, strettamente legato al territorio dell'Orvietano, ma anche aperto a suggestioni globali, per sperimentare innanzitutto sé stessi e successivamente divenire punto di riferimento per molti altri.
Leonardo e Sonia si sono abituati a questo ruolo, pur non avendolo mai pianificato.
Nell'esternare il loro pensiero, per altro piuttosto radicale , si sono assunti, nel tempo, anche la responsabilità di essere riferimento di un modo di considerare la realtà.
Il ridere, le emozioni positive, hanno fatto loro scoprire il concetto di cura olistica e subito dopo, a cascata, una via alla spiritualità, la possibilità di essere coerenti, un pensiero sociale aperto e libero, che qualcuno potrebbe giudicare un po folle.
Il virus positivo che hanno immesso nella società italiana, ed ha contagiato migliaia di persone in venti anni, ha attecchito nel cuore dellItalia, la verde Umbria, nel progetto ( estremamente difficile ed oneroso) della TdS.
Si ma.... come te le compri le sigarette ? ( Nanni Moretti Ecce Bombo)
Immaginate di percorrere la statale 317 (Colonnetta di Prodo-Marsciano). I motociclisti la prediligono poiché le curve sono parecchie e il divertimento è assicurato. Per chi ama un po meno i motori sarà la natura a dare conforto: boschi a perdita docchio, rari casolari, il cielo vicino, talvolta solcato da un falchetto, che consideriamo la nostra mascotte ( o uno dei nostri animali totem).
Per entrare nella TdS bisogna fare un pezzetto di sterrato. Arrivati all'interno l+aria è più leggera, il verde smagliante, nella bella stagione una gran quantità di farfalle testimonia la purezza dell'ambiente. A veder bene si vede anche la mano delluomo, sebbene sia tutto un po selvaggio.
L'ospitalità
Cè un casale principale, a due piani. Sopra un'ampia sala comune con un grande camino e tre camere che dedichiamo all'ospitalità. Sotto, nella sala che abbiamo intitolato a Massimo Troisi, è stato costituito il Centro di documentazione sul fenomeno del ridere, una grande raccolta multimediale, con due postazioni internet, uno schermo per la proiezione ecc... La sala, una vecchia stalla restaurata, può contenere gruppi in formazione.
Dall'altro lato la sala, che sarà da pranzo, è in via di restauro. Un appartamentino autonomo completa, per ora, la possibilità di ospitare i visitatori all'interno di quattro mura. Diciamo per ora poiché vi è la possibilità, in futuro, di costruire altra cubatura.
Nel boschetto non lontano, in più, sono stanziate due roulottes ed approntato il necessario per un campeggio completamente ombreggiato.
Queste disponibilità indicano un uso agrituristico della struttura, che è già funzionante.
Gli abitanti
La TdS, in questo momento è abitata da Fabrizio ( dott. Farlocco) e Sara (Dirindella).
Per la verità c'è un altro abitante, ma sta arrivando e la cicogna è attesa per l'inizio dell'estate.
Un paio di giorni a settimana arriva Leonardo, per sbrigare le mille incombenze del caso. Un simpatico border collie, Emma, con sua figlia Gina, fanno le feste a chi arriva.
Il cibo
Un grande orto, nel quale stiamo sperimentando agricoltura biologica, offre un bel pò di prodotti, che integriamo, per ora, con prodotti alimentari bio di altra provenienza. La cucina è semplice ma appetitosa, affidata per lo più a Leonardo che segue così una tradizione familiare ( suo nonno aveva un piccolo ristorante sul mare, a Portici, vicino Napoli...).
Per coloro che non possono fare a meno della carne, è possibile procurarsi nella rete di conoscenze locali- dell'ottima carne di maiale allevato in modo naturale.
La scelta di non allevare animali da macello è, per noi, sulla TdS, un atto di coerenza salutistica, da un lato, di rispetto della vita, dall'altro.
In compenso, da qualche giorno, abbiamo alcune caprette che fungono da decespugliatori e speriamo presto di avere con noi un'asina con il suo puledrino.
Le attività
La Terra del Sorriso ha già iniziato il suo percorso con attività dedicate a piccoli gruppi.
Abbiamo iniziato con un po di laboratori formativi, continuato con un campo di lavoro del Servizio Civile Internazionale. Abbiamo dato asilo ad un paio di persone che si erano perse e che abbiamo contribuito a riassestare. Un gruppo, formato per lo più da persone vicine a Ridere per Vivere, si è coagulato attorno a questo progetto e, ognuno a suo modo, contribuisce alla sua riuscita.
Una volta a regime la TdS servirà un bacino di utenza ampio e con diverse attività.
Quelle di base, cioè la ristorazione e l'accoglienza alberghiera, daranno la possibilità di ospitare gruppi di bambini in campi scuola. Stiamo pensando di ospitare piccoli ex oncologici in periodi dedicati; la struttura sarà aperta a gruppi in formazione; fungerà da fattoria didattica ( con piccolo museo dellarte contadina); saremo aperti a collaborazioni e produzioni artistiche.
Sara e Fabrizio producono l'olio di iperico e l'olio essenziale di lavanda, e presto speriamo di commercializzare entrambi con il nostro marchietto.
Presso la TdS hanno preso sede legale ed operativa la Federazione Int.le Ridere per Vivere e Ridere per Vivere Umbria e lassociazione Homo Ridens.
I Problemi...
...sono legati alla lentezza della burocrazia (Comunità montana, comunale, provinciale...), all'onerosità del mutuo che ci ha consentito di acquistare la terra, alla rapacità dell'Agenzia delle entrate ( e dello Stato, in generale), ed anche alle nostre paure che lentamente, ma inesorabilmente, stiamo cacciando una ad una.
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Perché un progetto di costruzione, mentre tutto attorno sembra crollare ?
I saggi ci insegnano a vivere il momento, il qui ed ora, poiché, dicono, il tempo non esiste, lo spazio non esiste, la realtà è un'illusione dei sensi (maya) cui siamo geneticamente agganciati. Non esistono percorsi, né mete da raggiungere, materiali e/o spirituali, perché tutto è già perfetto come è.
La vita vera, dicono, è il sentirsi partecipi di un disegno più vasto, un Cerchio infinito di esseri spirituali nel quale noi tutti abbiamo una vita non materiale, multidimensionale, espansa, eterna .
Al contrario sembriamo immersi nella materialità, ci sentiamo isolati, in balia della paura, sempre più soli, in un angolo buio, mentre il tempo passa inesorabile.
Viviamo, con i sensi, una Matrix posticcia, che può essere mutata, nelle sue parti negative, solo se l'uomo prende coscienza di essere parte di quel tutto immutabile, Dio, l'energia universale...di essere noi stessi, in qualche modo, Dio...
Che senso ha, in questa chiave di lettura spirituale un PROGETTO ? Cioè il lavorare affinchè, nel futuro esista qualcosa che ancora non cè ?
1Rene e Francoise Egli il principio LOLA l’illusione del tempo
2Bruce Lipton La biologia delle credenze Macro edizioni
Se spazio, tempo e materia sono realtà illusorie...che senso avrebbe proiettarsi nel futuro per materializzare qualcosa che adesso non esiste ? Se vivere è un’illusione, perché dannarsi tanto per modificarla?
Qui entra in ballo l’AMORE.
Nella realtà sensoriale le emozioni sono “spie” dell’ ”efficacia” del nostro vivere. Emozioni positive –tutte metafore dell’amore- mi fanno comprendere che sto vivendo bene, sono sulla rotta della mia realizzazione e felicità. Se “sto dove devo stare” la mia esistenza sarà più semplice. E’ come se avessi in dotazione una lampada, che so come mantenere accesa .
Emozioni negative, -tutte metafore della Paura- mi avvertono, se sto in ascolto, che il mio essere è lontano dalla sua stessa luce. La lampada si affievolisce e potrebbe spegnersi.
Pensiamo che l’unico metro di valutazione del nostro essere sia come esso si sente.
Stare vicino a noi stessi è il primo atto d’amore.
Ci viene insegnato ad amare gli altri come noi stessi, mettendo l’accento sul fatto che noi stessi siamo chiamati ad amarci e rispettarci a prescindere, senza condizione.
Ma il motto evangelico significa anche che tra noi e gli altri, a livello spirituale, non vi è differenza...La materia lo fa sembrare, ma la realtà è ben diversa.
Dunque ...amore incondizionato verso gli altri ... E’ una parola. Assenza di giudizio. E’ un’altra parola !
Tutto è esattamente come dovrebbe essere. Difficile dare ragione a questa proposizione, poiché il mondo è pieno di brutture ed ingiustizie che feriscono le nostre emozioni...
Se provo disgusto (emozione negativa, spia di una paura) nell’apprendere di una violenza, come resisto dall’esprimere un giudizio fortemente negativo su questo avvenimento? Come freno la rabbia (emozione negativa) di vedere –notizia di oggi- 4 bambini arsi vivi? Attribuire colpe? Serve a far tornare in vita quei bambini? Serve a cambiare la "Matrice" che li ha voluti in quel posto ? Insomma ...dove devo stare per non cedere a quell’emozione negativa e cadere in una spirale di odio?
Ognuno, per stare bene, sta dove deve stare, sembrerebbe la risposta banale.
Quale è il miglior posto, per una persona che sente le offese all’infanzia come offese a sé stesso, se non laddove si protegge l’infanzia ? Se azione di vita è richiesta, ed in questo mondo l’azione lo è, quella giusta sarà quella che risuona con il mio amore, con le mie emozioni positive, ogni altra azione mi allontana da me stesso ed alimenta una lotta che è in realtà immaginaria ma serve a farmi perdere energia e consapevolezza.
In questo assume senso profondo l’ideazione di un PROGETTO, utile a noi stessi ed utile agli altri, che non si realizza, ma si ritrova, poiché nello spazio/tempo inesistente, nel brodo quantico, tutto c’è già e per “farlo precipitare” nella realtà, basta sentire nel nostro intimo tutte quelle emozioni positive di cui si è capaci in relazione a quel progetto. Non siamo noi che lo creiamo, ma siamo noi che lo facciamo passare dal piano delle potenzialità al piano di realtà. E ancora non abbiamo fatto nulla!, perché il PROGETTO esisteva già...abbiamo solo vissuto il qui ed ora, anzi, una somma infinita di “qui ed ora”.
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