San Venanzo:
Un po di storia
Fino al 1200 il nucleo abitativo di San Venanzo rimase sotto linfluenza dei vescovi di Orvieto, sino a che nel 1224, venne coinvolto nello scontro secolare fra Todi e Orvieto per il castello di Montemarte, antica residenza dellomonima famiglia che fu, successivamente, devastata e depredata. Nel 1295 i nobili orvietani si opposero alla rielezione del visconte di San Venanzo e misero, poi, la carica allasta. Ad aggiudicarsi il posto, e quindi lasta, fu Manno Monaldeschi che divenne il vero signore di San Venanzo sino al 1337, anno della sua morte. La città rimase sotto il dominio dei Monaldeschi fino al 1415, quando passò ai nobili di Parrano. Purtroppo la successiva ribellione, risalente al 1437, causò la distruzione di tutto il borgo di San Venanzo. Nel XVIII secolo però, i Faina dettero un forte impulso alleconomia e allistruzione di San Venanzo, donando in seguito, la loro villa in campagna (che oggi è nientepopodimeno che il palazzo comunale), costruita sui pochi resti dellantico castello. Nel centro storico troviamo invece un altro importante edificio, la Chiesa della Madonna Liberatrice, risalente al XIV secolo, ove sono custoditi vari affreschi e dipinti.
Il museo vulcanologico
Inaugurato nel 1999, il museo vulcanologico è ospitato dal palazzo vicino alla ex villa Faina, e il suo intento è valorizzare larea vulcanica dove sorge San Venanzo stessa! La funzione primaria è, dunque, illustrare e divulgare limportanza geologica di eruzioni verificatesi più di 260.000 anni fa oltre a preparare il visitatore allescursione del parco vulcanologico. Il percorso di visita si articola in quattro sale differenti la cui disposizione consente di mettere in relazione le eruzioni di San Venanzo con il contesto ambientale e con i fenomeni vulcanici. Tra i vari materiali di interesse troviamo la Venanzite, per esempio, roccia assai particolare derivata dal consolidamento della lava; il cranio di Elephas meridionalis, parente lontano degli attuali elefanti o i resti altrettanto rilevanti di ossa di vario tipo rinvenute sul monte Peglia. Il percorso che introduce i visitatori alla conoscenza dei fenomeni vulcanici inizia attraverso la proiezione di varie diapositive, riguardanti la geologia e la vulcanologia dellUmbria e in particolare San Venanzo. Litinerario prosegue con la visita del parco, una naturale estensione del museo stesso, che intende preparare il visitatore sulle rocce e sulle varie morfologie vulcaniche, cosi che poi andrà direttamente ad osservare lui stesso. Realizzato sulla colata di Venanzite di maggiori dimensioni, è il sentiero naturalistico, che si snoda per 800m lungo il margine nord della colata lavica, attraverso un rigoglioso bosco con ben tre aree di sosta principali, che permettono al visitatore di focalizzare linteresse sulla morfologia lavica e sulla cava stessa: in particolare la cava medievale delle macine da frantoio e il fenomeno delle intrusioni tardive di magma, che col tempo hanno prodotto uno spettacolo vero e proprio di mineralizzazione.